Il grido d’allarme arriva da quasi tutte le associazioni di categoria. Senza un aiuto, i rincari in bolletta rischiano di trasformarsi in un’emergenza quasi senza precedenti.
Assolombarda, attraverso il suo presidente, Alessandro Spada, chiede interventi rapidi e decisi. Per l’industria lombarda l’associazione degli industriali stima un costo energetico quadruplicato nel 2022, dai 2 miliardi del 2019 agli 8,3 di quest’anno.
Per le industrie cosiddette energivore, come il settore della metallurgia, questo si traduce in un aumento dei prezzi ai limiti del sostenibile. Acciaio, alluminio, rame e stagno registrano fiammate nei costi del 50-60% rispetto al periodo pre-covid.
Ma anche tutti gli altri beni, dal legno alla carta, dal grano al cotone fanno registrare impennate senza precedenti.
E questo si ripercuote sul commercio. Confcommercio Lombardia parla di uno shock energetico che investirà oltre 530 mila imprese del terziario lombardo, con un raddoppio dei costi energetici per alberghi e bar, mentre ristoranti e il commercio alimentare assisteranno a un aumento medio tra il 60 e il 75%.
E come in una catena continua, il tutto si traduce in un maggior esborso per i consumatori finali, le famiglie. In attesa che il governo decida la strategia per sostenere industria e commercio, dal Comune di Milano arriva una prima proposta, quella della Consigliera del Partito Democratico, Natascia Tosoni, che chiede di riattivare la rete della solidarietà del Fondo di Mutuo Soccorso, incanalando la generosità dei milanesi per aiutare chi non riesce ad arrivare a fine mese.







