Quasi 600 detenuti scarcerati tra Milano, Bollate e Opera a casa del Coronavirus.
Sono questi i numeri emersi ieri durante la commissione carceri del comune di Milano con all’ordine del giorno: “Emergenza Covid-19 e carcere”.
Trasferimenti, revoca della custodia, domiciliari sono circa il 25 per cento del totale i detenuti che hanno abbandonato le strutture detentive nel milanese.
Scarcerazioni motivate dall’obiettivo di limitare la tensione dietro le sbarre, per abbassare il numero dei detenuti e limitare così i casi di possibile contagio.
Dopo la rivolta del 9 marzo scorso, dove un gruppo di detenuti è salito sul tetto per per protestare contro le condizioni di detenzioni considerati inadatte a contenere e limitare il contagio all’interno della struttura, nel carcere di san vittore delle 950 presenze, 250 hanno abbandonato le loro celle grazie a misure di revoca della custodia cautelare da parte dell’autorità giudiziaria.
“Precisamente oggi – ha commentato il direttore dello storico carcere nel centro di Milano, Giacinto Siciliano – ci sono 683 detenuti uomini e 63 donne. Stiamo cercando di portare a due tutte le celle triple, a 4 quelle da 8 e a 5 quelle da 11, questo consentirebbe di gestire meglio la parte della prevenzione”.
Situazione simile anche al Carcere di Bollate, dove dal 20 marzo al 10 aprile ci sono state circa 220 scarcerazioni, soprattutto affidamenti provvisori ordinari e terapeutici e differimenti pena. Pochissime le detenzioni domiciliari per motivi legati all’assenza del domicilio dei detenuti scarcerati.
“Al momento sono 1171 i detenuti – dichiara la direttrice del carcere di Bollate, Cosima Buccoliero – all’interno c’è un clima abbastanza sereno e disteso anche perché siamo riusciti a contenere le ansie e i timori dei detenuti”.
Nel carcere di Opera, alle porte di Milano, le scarcerazioni sono state circa 120 anche se la diminuzione effettiva è stata solo di 60 unità perché altre 60 sono arrivate da altre parti.
“Opera non è stata colpita dal contagio – ha spiegato il direttore del carcere Silvio di Gregorio – ma ha avuto un decesso tra il personale” .
In totale i casi di detenuti positivi in tutta la Lombardia sono arrivati oggi a 24, 21 dei quali solo negli istituti milanesi, con 122 casi in isolamento.
“Si è cercato di ragionare per individuare una struttura dove spostare i positivi o i sospetti positivi – ha comunicato Pietro Buffa, Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria della Lombardia – La scelta è caduta sul centro clinico di San Vittore, che è strutturalmente migliore rispetto agli altri centri penitenziari della Lombardia”.
A commentare i numeri delle scarcerazioni, anche l’assessore alla sicurezza Riccardo De Corato: “Hanno messo a ferro e fuoco le carceri chiedendo l’indulto e alla fine, visti i numeri, hanno raggiunto il loro scopo: 600 detenuti a Milano, Bollate e Opera mandati a casa come vacanza premio – ha commentato l’assessore che conclude – Non mi stupirei che alcuni degli scarcerati siano destinatari anche di qualche decreto di espulsione dal nostro Paese”.







