Covid, 4 anni dal paziente 1: oggi numeri pari a 0

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Quel 21 febbraio 2020 è una di quelle date che passerà alla storia… quanto meno per la nostra regione. Un giorno in cui tutto si è fermato e si è iniziato a prendere coscienza di quello che sarebbe stato: un cambiamento drastico delle vite di tutti.
È la data in cui è stata accertata la presenza del coronavirus in Lombardia con l’ormai famoso paziente “uno” a Codogno, in provincia di lodi affetto da covid 19, un virus di cui ancora non si sapeva nulla.

Informazioni confuse si diffondevano a macchia d’olio e si guardava ancora strano chi iniziava ad indossare le mascherine chirurgiche. Tutto ci si aspettava, meno che il mondo intero potesse fermarsi. Eppure da quel 21 febbraio 2020, trascorsero solo pochi giorni quando il governo italiano proclamava lo stato d’emergenza e il conseguente lockdown. Tutti in casa e tutto chiuso. Negozi, ristoranti, locali e aziende intere. All’esterno solo il rumore delle sirene spianate che volavano da una parte all’altra della città di Milano. Un rumore assordante ripetuto nei bollettini giornalieri diffusi dal comitato tecnico scientifico della Lombardia che ogni giorno divulgava il numero di morti. Tanti, troppi. Il mondo si è letteralmente fermato in un limbo che non si pensava potesse poi durare per due anni consecutivi. Gli ospedali al collasso, pazienti infetti ovunque e medici e infermieri allo stremo.

Oggi, a distanza di 4 anni, il Covid non fa più paura e sembra quasi una fase della vita ormai dimenticata. Non ci sono più le conte dei “positivi” o dei ricoverati e i numeri ormai sono pari a 0.

Quattro anni fa ci veniva tolta la libertà di vivere la quotidianità per evitare il contagio. Quattro anni fa ci veniva tolta un pezzo di vita. Oggi si spera che questo non accada mai più.