Diritto allo studio: Il Comune a Regione, ”Aumentare fondi, 20 milioni non bastano”

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Presi così, venti milioni di euro sono decisamente una bella somma. Non sufficiente però se il fabbisogno è oltre 7 volte superiore. Parliamo di diritto allo studio, terreno su cui il centrosinistra in Comune è tornato ad attaccare Regione Lombardia.

A suscitare particolare rabbia, è la figura degli studenti ‘idonei non beneficiari’, ossia ragazzi e ragazze che hanno i requisiti per ottenere i fondi delle borse di studio, ma ne risultano escluse per la mancanza di risorse.

Nell’anno accademico 2022/2023, per capirci, Regione Lombardia ha stanziato 20,4 milioni di euro, a fronte di un fabbisogno superiore ai 150 milioni. Le risorse destinate hanno quindi coperto appena il 13% degli studenti che ne avrebbero diritto.

I finanziamenti regionali derivano dai proventi di una tassa regionale apposita, dedicata proprio al diritto allo studio, oltre che da risorse di fondi integrativi regionali e dal PNRR. Nel caso del 2022/2023, gli atenei hanno integrato con ben 40 milioni di euro, anche se per legge non sarebbero tenuti a farlo. Così, sottolinea invece il centrosinistra, si sono sottratte risorse utili ad altre iniziative in ambito educativo.

E anche nel confronto con altre regioni, concludono dal Comune, la Lombardia non fa una bella figura. L’Emilia-Romagna, ad esempio, nello stesso anno accademico ha stanziato oltre 43 milioni di euro, a fronte di una popolazione universitaria inferiore a quella lombarda del 25% circa.

Le borse di studio in Lombardia, infine, sono meno di quelle assegnate in medi a livello nazionale: 10% contro il 16%. Decisamente poche, se si pensa che la media europea è del 30% e l’obiettivo fissato nel PNRR è pari al 25%.