Dopo le intercettazioni Bardelli lascia la giunta, l’opposizione chiede le dimissioni del sindaco

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L’assessore Bardelli si presenta davanti al Consiglio comunale per motivare le sue dimissioni dalla Giunta Sala, dopo le intercettazioni emerse nell’inchiesta sull’urbanistica milanese. Ma il pomeriggio caldo di Palazzo Marino inizia prima che l’aula si riunisca, in piazza della Scala, dove gli striscioni e gli interventi di Fratelli d’Italia chiedono a gran voce le dimissioni del primo cittadino e di tutta la giunta.

Quindi, la discussione si sposta in aula, in primis con l’intervento del sindaco Sala, che è tornato sulle chat di Bardelli con Giovanni Oggioni – oggi agli arresti domiciliari per corruzione, falso e depistaggio – e in particolare sulla frase con cui – pochi mesi prima di diventare assessore – Bardelli diceva che era necessario che la giunta comunale cadesse.

Quindi è il turno del diretto interessato.

E mentre si formalizzavano le dimissioni di Bardelli, le trattive con i partiti – e in particolare con il Partito Democratico – per trovare il successore sono già state avviate e nei prossimi giorni dovrebbero produrre una prima rosa di nomi.

Ma mentre Milano ragiona dei destini della sua amministrazione, resta in piedi il tema – decisamente più ampio – dei cantieri bloccati e del Salva Milano. E sul tema la politica si è divisa, ritrovata e nuovamente separata. C’è chi vuole portare avanti il testo – magari dopo una revisione al senato – e chi invece lo ha scaricato. In merito, il sindaco si è espresso così.