Alle 4D se ne aggiunge una quinta: quella dei diritti. Diritto alla sicurezza, al lavoro, alla mobilità e allo studio. Lo han deciso in Regione Lombardia durante la riunione di questa mattina: gli Stati Generali del Patto per lo Sviluppo, 100 persone collegate in video conferenza tra esponenti di attività produttive, sindacati e Università.
Si è parlato di come ripartire e si è deciso il primo obiettivo: riaprire i cantieri, cominciando da quelli pubblici.
Per la fase due sono stati costituiti diversi tavoli: quello della sicurezza sanitaria, del volontariato, quello sindacale, del trasporto pubblico e dello sviluppo economico. Chiamati a preparare un pacchetto con le indicazioni su come affrontare le settimane che ci aspettano dopo la riapertura, con il virus ancora in corso.
Fontana guarda con cautela al 4 maggio, attento anche a non anteporre la strategia lombarda a quella del Governo. Domani la cabina di regia, di cui lo stesso governatore fa parte. Si discuterà delle regole per la riapertura del Paese. Un criterio potrebbe essere quello delle fasce di età. Tra le ipotesi, spostamenti limitati per chi ha più di 70 anni, con una tutela particolare per chi ha più di una patologia, e per i giovani sotto i 18 anni (con divieto di riunirsi in più di due o tre)
Poi una volta messa in sicurezza la salute, Regione Lombardia tenterà la strada del turismo: “Penseremo a ripartire puntando sulle nostre eccellenze, come i laghi e le montagne”: è l’appello dell’assessore Lara Magoni
A Milano test sierologici dal 27 aprile. Dal capoluogo lombardo, dopo le polemiche, arriva la massima disponibilità alla collaboraizone per far ripartire la città. Lo ha fatto sapere il sindaco Sala nel suo video messaggio quotidiano, ripensando a una mobilità, che sia sostenibile e anche sostenuta dal Governo.







