Il Pil di Milano cresce, ma restano i nodi del carovita e dell’attrattività. La parola ricorrente è “chiaroscuro”. E quando questa è messa lì, a descrizione di un report sullo stato di salute di una città, c’è forse più da preoccuparsi che da esultare.
Assolombarda ha presentato la quarta edizione dello studio “Your Next Milano”, fin dalla creazione uno specchio della città e delle sulle sue performance a livello internazionale.
Le buone notizie arrivano ad esempio dal Pil, dove Milano registra il più elevato tasso di crescita dal pre-Covid rispetto a tutte le città internazionali prese in considerazione, con un +8,7% a fine 2023. E anche alla voce “disoccupazione” le note sono positive.
Ma per un’economia che – almeno a macronumeri – viaggia spedita, alcune voci fanno inevitabilmente da controcanto e che non permettono certo di sedersi sugli allori.
Nel 2023, infatti, Milano ha attratto 49 nuove multinazionali estere: un calo che si attesta intorno al 32% rispetto al 2022. Un dato che si aggiunge a una città che fatica a trattenere i talenti per via del carovita. Insomma, i campanelli d’allarme si accumulano.







