Il Tar conferma lo stop al tennis al coperto, la delusione dei circoli

Il tennis si ferma. La decisione del Tar del Lazio di respingere il ricorso di una decina di Tennis Club milanesi che chiedevano di poter giocare nei palloni pressostatici lascia molto amaro in bocca, dopo un 2020 sulle montagne russe, tra aperture e chiusure. Il ricorso chiedeva la sospensiva del Dpcm in vigore, nello specifico per la parte in cui si impedisce di giocare nelle strutture al coperto.

Alla base delle richieste delle strutture, infatti, c’è lo studio scientifico del professor Giorgio Buonanno, professore ordinario di Fisica all’università degli Studi di Cassino e alla Queensland university of technology di Brisbane, in Australia. Secondo le analisi del professor Buonanno, i flussi d’aria nei palloni pressostatici garantiscono un ricambio d’aria sufficiente a giocare a tennis.

Da fine ottobre, invece, le scuole tennis e gli amatori non possono più allenarsi e praticare tennis nelle strutture al coperto, mentre resta consentito solo agli agonisti possessori di tessera federale. La speranza adesso è riposta in un nuovo Dpcm che possa cambiare le carte in tavola.