Leoncavallo: nuovo rinvio dello sfratto, si tratta col Comune di Milano per il trasloco al Corvetto

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La notizia non è certo il rinvio della procedura di sfratto, rimandata al 15 maggio. Piuttosto, le trattative avviate per il trasferimento del Leoncavallo in una nuova sede legale, anche se la strada è tutt’altro che in discesa.

Ma andiamo con ordine. Mercoledì mattina, l’ufficiale giudiziario si è presentato al civico 7 di via Watteau per la 132esima volta dal 1994. In strada e nei locali dell’ex cartiera di proprietà della famiglia Cabassi, duecento persone circa a difesa dello spazio autogestito. Tutto secondo copione: lo spazio non è libero da persone o cose e pertanto non è possibile eseguire la procedura di sfratto, rimandata di due mesi.

Intanto, le mamme antifasciste del Leoncavallo, l’associazione che manda avanti da anni gli spazi di via Watteau, ha inviato una manifestazione di interesse al Comune per un capannone in via San Dionigi, al Corvetto. I tempi di certo non saranno brevi, anche perché stando alle prime informazioni, l’immobile avrebbe tracce di amianto e non si conoscono né gli importi necessari alle bonifiche né chi li dovrà coprire.

A smuovere le acque sul destino del Leoncavallo, negli scorsi mesi, era intervenuta la sentenza che ha condannato il Ministero dell’interno a risarcire tre milioni di euro alla famiglia Cabassi per il mancato sgombero.

Ora non resta che vedere se la partita che si gioca in Comune produrrà i suoi risultati.