Il sindaco Sala disegna una nuova Milano, nuove abitudini, nuovi ritmi e tempi scanditi dall’esigenza di convivere con il Covid, senza che questo torni a insidiarsi galoppante tra di noi. Ed è cosi che ci si prepara ad affrontare la fase due, quella delle riapertura. E la domanda alla quale Sala cerca di dare una risposta non è quando, ma come.
Le proposte guardano nella direzione non piu dell’isolamento, ma piuttosto distanziamento sociale. A cominciare dagli spostamenti e dal trasporto, come ci si muoverà per andare al lavoro.
Accessi contingentati, blocchi di ingresso in metro quando si raggiunge la capacità massima, segni per indicare ai passeggeri dove posizionarsi per rispettare le distanze minime.
Ma Sala chiede chiarezza soprattutto sulle ipotesi che sul trasporto pubblico si possa stare solo seduti – in questo caso la capacità scenderebbe al 10-15 per cento rispetto a quella di un normale giorno- o se si invece si possa stare anche in piedi e allora la capacità salirebbe al 30 per cento.
Creatività e fantasia invece per reinventare un nuovo spazio scolastico. E quindi se gli spazi sono piccoli, Sala propone lezioni nei teatri, nei cinema…
E se nelle scuole prevede ingressi scaglionati, tra le 8 e le 10, per i negozi ragiona su aperture anche serali per spalmare gli accessi. E si pensa a non far pagare la tassa di occupazione del suolo a quei bar e ristoranti che, quando potranno riaprire, avranno cosi la possibilità di allargare i loro spazi esterni.







