Milano è di nuovo la capitale italiana del crimine. A incoronarla, un’analisi tracciata dal quotidiano Il Sole 24Ore sulla base dei dati diffusi dal Viminale sulle denunce di reato registrate nel 2024 ogni 100mila abitanti. Nel capoluogo lombardo sono state 6.952 le denunce ogni 100mila abitanti, un numero che la fa rimanere in testa per il secondo anno di fila, seguita ancora una volta da Firenze e Roma. Nelle tre aree metropolitane si concentra quasi un quarto degli illeciti rilevati. Secondo lo studio, Milano è prima per le macro-categorie di furti e rapine, soprattutto nelle vie pubbliche, ma scende rispettivamente al 43mo e al 39mo posto per quelli commessi nelle abitazioni private.
Il capoluogo lombardo è inoltre in terza posizione per violenze sessuali, con circa 21 denunce ogni 100mila abitanti, seconda per danneggiamenti, con 32mila segnalazioni nell’area metropolitana, terza per spaccio di stupefacent,i con un numero di 2.209, e sale al nono posto per le truffe informatiche. Milano è poi 12ma per estorsioni, 16ma per sfruttamento della prostituzione e pornografia minorile e 31ma per lesioni dolose. Per altri reati come l’usura, invece, la città meneghina occupa posizioni più basse, scomparendo nel caso del contrabbando.
In generale, il contesto nazionale vede un incremento dei reati di violenza sessuale. Fra gli arrestati e i denunciati si registra poi un aumento degli stranieri e, in particolare per le rapine in strada, anche dei minori.







