Piccole targhe come queste sono comparse per le strade di tutta la città.
Sono le 28 pietre d’inciampo in memoria delle vittime milanesi dei campi di concentramento che tra mercoledì e venerdì verrano posate in 21 vie cittadine in corrispondenza delle abitazioni dei deportati nei lager che non hanno mai più fatto ritorno alle loro case.
Presente ad ogni posa l’artista tedesco Gunter Demnig, ideatore delle pietre d’inciampo, che ormai da anni di dedica a costruire il più grande monumento diffuso d’Europa, a cielo aperto, che ha l’obiettivo di ricordare a tutti di non dimenticarsi di ciò che è stato e vigilare perché ciò che è accaduto non si ripeta.
La prima posa della giornata è avvenuta in viale Bianca Maria, sulla targa il nome di Corinna Corinaldi Segre, Presenti i tanti nipoti. Nessuno di loro ha mai potuto conoscerla, ma è lei che li tiene comunque legati nonostante abitino tutti in Paesi diversi.
Tra le 28 pietre d’inciampo posate oggi c’è stata anche quella di andrea Andrea Schivo, l’agente di custodia al carcere san vittore che scelse, nonostante gli ordini, di aiutare i detenuti ebrei procurando loro cibo e non si sottraendosi al rischio di trasmettere messaggi agli amici e parenti dei prigionieri. ma che una volta scoperto fu anche lui deportato nei lager dove morì.
Un’iniziativa quella delle pietre d’inciampo che vuole essere una reazione ad ogni forma di negazionismo e di oblio, per ricordare tutte le vittime del Nazional-Socialismo, qualunque sia stato il motivo della persecuzione: religione, razza, idee politiche, orientamenti sessuali.







