Tutto era quasi pronto. Dopo l’elaborazione del bando e il via libera del comune per la concessione del servizio ai tre operatori selezionati, infatti, i monopattini elettrici in sharing stavano per tornare a Milano.
Ma ora arriva un nuovo intoppo e a rallentare i tempi dell’inizio del servizio di noleggio questa volta è una delle società che è stata scartata durante il bando pubblico di selezione dei gestori del servizio di micromobilità sharing.
La società in questione è Lime che ha fatto ricorso, rivolgendosi al Tar a causa, fanno sapere dall’azienda, “dei termini all’interno del bando ritenuti non competitivi, come ad esempio il criterio del chi prima arriva, meglio alloggia”.
Da qui la decisione dei giudici amministrativi di bloccare tutto almeno fino al 14 gennaio, giorno prestabilito per l’audizione delle parti.
Ma a complicare la situazione e a rallentare l’inizio del servizio delle tre società vincitrici, non c’è solo il ricorso al Tar. infatti una lettera inviata al sindaco Beppe Sala il 18 dicembre scorso dalle altre società escluse, oltre Lime, come Circ, Dott e Tier, potrebbe mischiare nuovamente le carte in tavola.
Tutto nasce dall’emendamento presentato nella legge di Bilancio che equipara i monopattini elettrici alle normali biciclette e che elimina così il divieto dei monopattini di circolare esclusivamente nelle zone 30 a velocità limitata.
Per questo motivo gli operatori hanno chiesto al primo cittadino di rivalutare il tetto massimo di monopattini elettrici a noleggio in città e addirittura di eliminarlo. per le società infatti il limite di 2.250 licenze rischia di essere riduttivo.
Se comunque il ricorso al tar non dovesse bloccare l’avviso pubblico e la lettera non venisse tenuta in considerazione dalle istituzioni le società vincitrici che sono Wind mobility, Bit mobility e Helbiz Italia, avranno tempo fino a fine gennaio per iniziare l’attività e si dovranno equamente dividere il totale della flotta – 750 monopattini per ogni gestore.
I primi monopattini elettrici avevano iniziato a circolare già quest’estate, fino alla diffida a metà agosto di Palazzo Marino a proseguire l’attività, per la mancanza di una regolamentazione specifica.
Uno stop improvviso, poi l’elaborazione del bando dello scorso autunno, la selezione dei vincitori e la posa dei nuovi cartelli, conclusasi a dicembre, ma forse ormai anche questa inutile dopo l’emendamento della legge di bilancio.
Una storia infinita, che sicuramente continuerà nei prossimi giorni.







