Nuovo stadio Milano: via alla fase due, il Comune apre il bando per trovare altri soggetti

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Il destino di San Siro e la saga del nuovo stadio di Milano approdano alla fase due. Dopo anni di tira, molla e giravolte si è tornati a quella che molti definiscono la casella di partenza. Eppure, nonostante lo scenario abbia molte somiglianze a quello di sei anni fa, la macchina è in movimento.

La giunta comunale ha infatti approvato una delibera per pubblicare il bando da 30 giorni per capire se altre società – oltre a Inter e Milan – siano interessate a riqualificare l’area del Meazza.

Difficile che accada per due motivi. Il primo è un tema di capitali, dal momento che l’intera operazione cuba centinaia di milioni. Ma anche se qualcuno dovesse racimolare quella somma, avrebbe il vincolo – imposto dalla delibera comunale – di mantenere l’area adibita al calcio.

Insomma, tutto lascia presagire che – in capo a un mese – il Comune procedere con la vendita dello stadio e delle aree circostanti e dare il proprio semaforo verde al piano dei club, riportato nelle oltre 300 pagine di documento depositate la scorsa settimana.

Obiettivo, chiudere entro l’estate. In caso contrario, l’intero affare potrebbe saltare a causa del vincolo che da settembre appesantirà il secondo anello del Meazza, rendendolo difficilmente abbattibile. Lo spirito del sindaco è di quelli ottimisti, ma gli ostacoli ci sono e non sono pochi, a partire da quello del Consiglio comunale, dove una non piccola porzione della stessa maggioranza non vede di buon occhio – per usare un eufemismo – la vendita e l’abbattimento dello stadio.

I Verdi parlano già di “una scelta illogica che significherebbe radere al suolo un parco, demolire uno stadio considerato meritevole di tutela dalla Sovrintendenza per farne un altro a 50 metri di distanza, trasformando i resti del primo in un centro commerciale. Ma anche spezzoni del Partito Democratico e della Lista Sala sono pronti a schierarsi.

Altro tema saranno invece gli oneri di bonifica e di demolizione, con le squadre pronte a chiedere un sostanzioso sconto in base alla legge sugli stadi e il Comune che non intende capitolare. La sola demolizione, per intenderci, potrebbe cubare tra i 40 e i 50 milioni di euro. Altro tema su cui aspettarsi un nuovo braccio di ferro.