Pio Trivulzio Milano, il figlio di una vittima: ‘Scellerata la decisione di ospitare i dimessi Covid nelle Rsa’

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L’esito del tampone è arrivato solo dopo la sua morte. La signora Graziella, ospite del Pio Albergo Trivulzio, avrebbe compiuto 89 anni il prossimo 29 maggio.

“Era ancora molto lucida: riconosceva tutti, amava fare le passeggiate e mangiare il gelato”

Tutto inizia a metà marzo:  la compagna di stanza di Graziella ha la febbre e viene spostata in un’altra camera, morirà due giorni dopo. Intanto anche Graziella si ammala.

“Mi han chiamato dalla struttura – ci racconta il figlio – per dirmi che mia madre aveva qualche linea di febbre, e poi la situazione è andata degenrando. Aveva difficoltà a respirare, e l’ho notato anche io l’ultima volta che sono riuscito a vederla in videochiamata”

Il 20 aprile alle 4 del mattino: la telefonata con la quale avvisano il figlio della morte della donna.  E’ una delle 200 vittime del Trivulzio.

“Trasferire i dimessi Covid dagli ospedali alle Rsa è stata una scelta illogica e scellerata, ci sono tanti altri spazi a Milano che avrebbero potuto utilizzare…”

Gestione dell’emergenza dentro e fuori le strutture sanitarie, delibera regionale dell’8 marzo, tamponi: tante le domande, tanti i documenti e cartelle cliniche, testimonianze di lavoratori e familiari nelle mani della Magistratura.

“Ora hanno cominciato a fare i tamponi, ma è troppo tardi… Sono tutti positivi, oramai“.