Pirellino, Maran chiede un tavolo a Regione, Comune vince ricorso al Tar

Un dietrofront per alcuni, un passo avanti per altri. L’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran è tornato sul tema della legge regionale sugli immobili abbandonati o dismessi, che assegna un bonus volumetrico del 25% in caso di riqualificazione entro cinque anni. Una norma che contrasta con quanto stabilito dal Piano del Governo del Territorio di Milano, che non prevede bonus di alcun tipo e, anzi, impegna i proprietari a riqualificare o abbattere i propri edifici abbandonati entro 18 mesi, pena la riduzione delle volumetrie.

Ora Maran, che continua a definire sbagliata la norma regionale, rivede le sue posizioni: nel corso di una commissione consiliare, ha infatti detto di volersi sedere a un tavolo con Regione, per discutere le tempistiche da concedere ai costruttori, riducendo il termine dei cinque anni ai 18 mesi previsti dal PGT.

Una proposta che ha fatto storcere il naso ad alcuni consiglieri comunali, non solo tra le fila dell’opposizione, ma anche all’interno della stessa maggioranza.

L’emblema del cortocircuito tra Regione e Comune è il Pirellino, l’edificio a ponte su via Melchiorre Gioia acquistato da Coima per la cifra record di 193 milioni. Il progetto di riqualificazione, presentato dall’amministratore delegato Manfredi Catella prevede la costruzione di una nuova torre, ribattezzata torre Botanica, e di un nuovo ponte, che dovrebbe contenere una grande serra. Lo stesso Catella aveva però sottolineato che senza il bonus regionale, il ponte non si sarebbe fatto.

Uno stallo che potrebbe aver trovato nella giornata di oggi un elemento di svolta: il Comune ha infatti messo a segno un primo punto, incassando la vittoria in uno dei ricorsi presentati davanti al Tar, dove Palazzo Marino ha sollevato profili di incostituzionalità della legge regionale, che va a interferire con le normative urbanistiche di competenza del Comune.