Processo Hydra, per i pm a Milano c’è un contesto mafioso simile a quello della Calabria

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A Milano c’è un “contesto mafioso” simile “né più né meno” a quello “della Calabria”. È quello che i pm della Dda milanese Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane hanno detto durante la loro requisitoria dentro ai portoni chiusi dell’aula bunker del carcere di Opera, dove è in corso da qualche mese il maxi procedimento ‘Hydra’. Il processo mira a fare luce su quanto è scaturito dalle indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo, che hanno svelato una presunta “alleanza” tra affiliati di Cosa Nostra, ‘ndrangheta e Camorra in Lombardia per fare “affari”.

Nel maxi processo sono imputate 146 persone, 77 delle quali hanno scelto l’abbreviato, e 59 l’ordinario dell’udienza preliminare, mentre gli altri puntano a patteggiare. La requisitoria resa dai pm nel filone abbreviato del procedimento sul cosiddetto “sistema mafioso lombardo”, con la ricostruzione delle indagini e gli elementi di prova sulle varie posizioni, si concluderà tra due giorni, quando verranno formulate le richieste di condanna. La parola spetterà invece alle difese il 17 e il 28 novembre, quando riprenderà anche il filone dell’udienza preliminare.

Tra gli imputati che hanno scelto il giudizio in abbreviato ci sono Giuseppe Fidanzati, figlio del boss di Cosa Nostra Gaetano Fidanzati, e Bernardo, Domenico e Michele Pace, che avrebbero fatto parte del mandamento della provincia di Trapani, con al vertice Paolo Aurelio Errante Parrino, parente di Matteo Messina Denaro. Parrino è invece in udienza preliminare.

Per il procuratore Marcello Viola e la pm Alessandra Cerreti sono state rafforzate le scorte dopo le minacce ricevute per queste indagini, durante le quali il gip bocciò gran parte degli arresti, poi però confermati da Riesame e Cassazione.