Regionali, il voto fuori Lombardia riapre la partita del Pirellone

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Tre regioni al voto… e gli effetti collaterali arrivano dritti in Lombardia. Veneto, Campania e Puglia archiviano le Regionali con tre vittorie nette per le maggioranze uscenti, ma il vero gioco politico si sposta ora al Pirellone, dove tutti leggono quei numeri come un anticipo di quello che potrebbe accadere qui.

In Veneto, il trionfo del leghista Stefani – oltre il 64%, con il Carroccio che doppia FdI – è musica per la lega lombardo. Fontana parla di risultato “importante”, sottolineando una Lega “forte sui territori”: un messaggio diretto alla sua stessa coalizione: il radicamento territoriale della Lega può ancora spostare gli equilibri. Dello stesso avviso il capogruppo leghista in Consiglio regionale: 

Ma l’altra metà del cielo politico lombardo si è accesa altrettanto. Per Pd e Cinque Stelle, le vittorie di Fico in Campania e di Decaro in Puglia diventano l’esempio perfetto di ciò che potrebbe succedere qui se il campo largo si presentasse compatto anche in Lombardia. Lo ripetono in Regione: dove la coalizione è unita, il centrosinistra cresce. 

E in questo risiko regionale non poteva mancare Milano. Tutti guardano al sindaco Sala come potenziale jolly, lui però taglia corto: diventare governatore, così come il neo eletto antonio de caro che è stato sindaco di Bari? “Non accarezzo l’idea”.

Una risposta che chiude la porta a un’ipotesi comoda… e riapre il dibatti to su chi dovrà guidare la sfida lombarda secondo il centrosinistra.