“No alla distruzione della sanità pubblica”. È questo l’appello dei manifestanti appartenenti alla rete Lombardia SiCura che si sono radunati sotto al Pirellone, in occasione del Consiglio Regionale. Da Medicina Democratica alla Cgil, le sigle non si sono fatte intimorire dalla giornata di pioggia, per contestare quelli che esse stesse definiscono “i pessimi regali della giunta che hanno indebolito la sanità pubblica”, come il cosiddetto “super-intramoenia”, una delibera che integra pubblico e privato.
La protesta ha prima di tutto rievocato la delibera dello scorso 15 settembre, approvata dalla giunta per ridurre le liste d’attesa ma che, secondo i manifestanti, obbliga le Aziende Socio Sanitarie Territoriale, le ASST, a sperimentare convenzioni con le diverse forme di sanità integrativa, come mutue, assicurazioni, fondi, aggiungendo ulteriori prestazioni a pagamento in libera professione degli operatori pubblici. In pratica, secondo la rete SiCura, un meccanismo di salta la fila anche nel pubblico, che va a peggiorare ancora di più le diseguaglianze e il diritto alle prestazioni sanitarie per chi non può permettersi le forme integrative.
Lombardia SiCura poi ha attaccato anche una successiva delibera che ha previsto lo stanziamento di ulteriori 10 milioni di euro che, secondo i manifestanti, sono serviti a mettere una toppa alle liste d’attesa rafforzando il privato a discapito del pubblico.
Chi era al presidio ha anche criticato la preintesa sottoscritta dal governatore Fontana sull’autonomia differenziata: secondo i manifestanti, per la sanità quel provvedimento significa volere “mani libere” sugli stanziamenti di bilancio, “in deroga” con quanto prevede la normativa sulla loro destinazione.







