Cinque richieste di arresti domiciliari e un milione e mezzo di euro sequestrati. È il risultato delle indagini della procura di Milano su un giro di scommesse clandestine, partito dalle inchieste che hanno coinvolto nei mesi scorsi i due calciatori di Serie A, Sandro Tonali, oggi al Newcastle, e Nicolò Fagioli, oggi alla Fiorentina.
Il giro di scommesse, che avrebbe coinvolto anche un’altra decina di calciatori professionisti e avrebbe avuto ad oggetto partite di poker online e eventi sportivi non calcistici, sarebbe avvenuto secondo gli inquirenti su piattaforme online.
Il sequestro da un milione e mezzo di euro è avvenuto a carico di cinque persone e una società, per esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse, riciclaggio e responsabilità amministrativa degli enti.
Sarebbe inoltre coinvolta anche la gioielleria milanese Elysium di via Pergolesi, attraverso cui gli scommettitori versavano denaro, fingendo di pagare il conto di orologi di lusso, mentre i bonifici andavano invece a saldare i debiti con i gestori delle scommesse.
È così, ad esempio, che Fagioli avrebbe effettivamente saldato alcuni dei suoi debiti di gioco, chiedendo inoltre anche prestiti da parte di colleghi calciatori, ad oggi non indagati.
In alternativa, secondo gli inquirenti, c’era anche la possibilità di utilizzare dei prestanome in grado di mettere a disposizione carte prepagate e conti correnti per saldare le posizioni debitorie. Per la gioielleria, quindi, i pm hanno chiesto il sequestro preventivo.
Oltre a Tonali e Fagioli, nel giro delle scommesse sarebbero stati coinvolti, secondo gli investigatori, Alessandro Florenzi, Nicolò Zaniolo, Weston McKennie, Leandro Paredes, Angel Di Maria, Raoul Bellanova e Nicolò Zaniolo, solo per citare i più noti. Fagioli e Tonali avrebbero infatti coinvolto diversi colleghi e sarebbero stati per questo remunerati sia con bonus sui propri conti di gioco sia con la riduzione dei debiti.
I due calciatori sono infatti indagati anche per la “pubblicità” che avrebbero fornito al giro di scommesse illegali, mentre gli altri sono agli atti come “semplici” scommettitori.
Secondo quanto ricostruito sino ad ora, i calciatori che hanno scommesso e sono indagati dal punto di vista penale non rischiano molto e possono uscire dal procedimento pagando un’oblazione. Le verifiche più rilevanti saranno quelle della giustizia sportiva. Non a caso, la Procura di Milano trasmetterà ora gli atti dell’inchiesta alla Procura federale della Figc per quanto riguarda eventuali sanzioni disciplinari.







