L’indagine esplorativa della procura sulla vendita del Meazza e delle aree circostanti non ferma la marcia del Comune, che ha pubblicato nelle scorse ore il bando per sondare altri possibili soggetti interessati oltre a Inter e Milan. E, allegato al bando, ci sono anche le 253 pagine del documento di fattibilità che svela le intenzioni dei club.
Un progetto per un nuovo impianto da 71.500 posti, immerso in 140mila metri quadrati di verde, che costerà – esclusi i costi di acquisto, bonifica, demolizione – 1 miliardo e 250 milioni. Il solo stadio cuberebbe oltre 707 milioni. E poi, ancora, il destino del Meazza, di cui rimarrebbero in piedi le facciate a rampe sui lati sud e est e lo spicchio di gradinate del secondo anello. Il tutto sarà inserito in uno spazio plurifunzionale che conterrà hotel e spazi commerciali e sarà di fatto la porta d’ingresso a tutta l’area.
Già, l’area. O meglio, le aree. Intorno allo stadio dovrebbe sorgere – come si racconta da più di sei anni – una cittadella dello sport, “un luogo – scrivono i club – capace di attrarre oltre 11 milioni di visitatori l’anno, per un indotto di circa 4,5 miliardi.
Il documento dei club parla anche dell’alternativa possibile, ossia la ristrutturazione del Meazza, che però – come chiede il gioco delle parti – risulta meno appetibile, avendo una capienza ridotta a 60-70mila posti, un costo di 836 milioni – al netto dei costi di acquisto e bonifica – per una struttura che avrebbe pochi decenni di vita residui e una fine lavori fissata per lo stadio al 2034.
Il nuovo impianto, invece, verrebbe pronto alla fine del 2030 – stando al cronoprogramma delle squadre – trascinando al 2034/35 la demolizione del Meazza e la realizzazione della cittadella dello sport. Uno degli ostacoli più grandi su questa strada, sarà lo spostamento del tunnel Patroclo, che oggi corre sotto al Parco dei Capitani, ossia dove dovrebbero sorgere le fondamenta del nuovo stadio.
Se tutto andasse come i club sperano, lo stadio vivrà tutto l’anno e non solo nei giorni delle partite, sarà circondato da un podio sopraelevato studiato per migliorare le aree di sicurezza.
Certo, a monte di tutta la visione, restano nodi ancora da sciogliere: lo sconto che le squadre intendono chiedere in forza della legge sugli stadi. E, non ultima, l’indagine esplorativa della procura.







