Tranne a Milano, Testamento biologico, un diritto che esercitano in pochi

Featured Video Play Icon

In Italia solo 3 persone su 10 si sono poste il problema di pianificare il proprio fine vita e appena lo 0,7% della popolazione ha redatto le Dat, ovvero le Disposizioni anticipate di trattamento.

A rivelarlo, a due anni dall’approvazione della legge 219 del 2017 sulle Dat, è la prima ricerca nazionale sulla percezione della popolazione in merito al Testamento biologico realizzata da Focus Management e diffusa da Vidas, associazione che dal 1982 offre assistenza sociosanitaria a persone con malattie inguaribili.

Dalla ricerca emerge in particolare che la conoscenza degli italiani della normativa è ancora per lo più superficiale, solo il 19 per cento infatti dichiara di essere ben informato mentre il 28 per cento non ne ha mai sentito parlare.

Secondo i dati del rapporto il timore principale degli italiani riguarda la possibilità di introdurre nel nostro ordinamento giuridico il diritto alla morte, come suicidio assistito o eutanasia.

I dati della Lombardia e soprattutto di Milano, sono invece più positivi, le dat depositate nel capoluogo lombardo sono circa 5 mila grazie anche ad uno sportello alla casa dei diritti in via De Amicis in cui chiunque può ottenere informazioni corrette e approfondire la conoscenza del tema e per abbattere la barriera della disinformazione anche Vidas ha da poco inaugurato a Milano, in via Ojetti 66, lo sportello del biotestamento con medici e un psicologi esperti in cure palliative per una consulenza specifica sull’argomento DAT.