la commemorazione

Via Palestro, il ricordo di una strage che continua a parlare al presente

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Ci sono date che Milano conosce, ma che con il passare degli anni rischiano di trasformarsi in un semplice anniversario. Il 27 luglio è una di queste. Trentatré anni dopo la strage mafiosa di via Palestro, la città torna a fermarsi nel luogo in cui un’autobomba uccise i vigili del fuoco Carlo La Catena, Stefano Picerno e Sergio Pasotto, l’agente della polizia locale e Driss Moussafir Alessandro Ferrari

Nel corso della commemorazione, le istituzioni hanno ricordato non solo lo sgomento, il dolore e la rabbia di quella notte, ma anche la risposta di una città che non si piegò alla violenza mafiosa.  Ma a raccontare davvero il peso di quella ferita sono soprattutto le parole di chi, quella perdita, la porta ancora con sé. “Un fatto come quello che è successo a noi crea un buco che non si chiude mai, lascia un segno indelebile”, raccontano Mirella e Giampiero, familiari di Alessandro Ferrari.

Una memoria che insomma continua a vivere nelle istituzioni, ma soprattutto nelle persone.