A quasi un anno dal primo caso che colpì i dieci comuni del lodigiano dove si scoprirono i primi casi di coronavirus in Italia, tornano le zone rosse localizzate in Lombardia. Sono infatti quattro i Comuni Lombardia su cui Regione Lombardia, d’accordo con il Ministero della Sanità, ha imposto dalle 18 del 17 febbraio e per sette giorni le massime restrizioni previste per contrastare il coronavirus. Si tratta di Mede, in provincia di Pavia, di Bollate, in provincia di Milano, di Viggiù, in provincia di Varese, e di Castrezzato, in provincia di Brescia.
Fino al 24 febbraio dunque, nei quattro Comuni sono sospese le attività scolastiche in presenza per le classi delle scuole primarie e secondarie e tale sospensione riguarda anche asili nidi e scuole materne.
A fare paura sono le varianti del Covid 19, in particolare quella inglese, che già la settimana scorsa aveva portato alla chiusura di tra scuole di Bollate. Si tratta di varianti, spiegano gli esperti, che non sono più letali o più patogene, ma sicuramente più contagiose. Per questo si invita la popolazione alla massima prudenza. La variante inglese infatti è stata sinora riscontrata nel 35% dei tamponi positivi in Lombardia, con picchi del 60% nel bresciano e punte più basse, intorno al 14% nelle province di Milano e Pavia.







