Caso mense Vigevano, tra accuse e polemiche la soluzione spunta nella notte: cosa è successo?

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Caso mense per i bimbi ucraini a Vigevano, tutto in una notte. In serata il sindaco Andrea Ceffa attacca la stampa, poi, di prima mattina, annuncia una delibera per esenzioni o riduzioni dal pagamento della mensa scolastica per chi è fuggito dalla guerra. In mezzo il forte risentimento del volontariato cittadino per le parole espresse dal sindaco e, forse, altri elementi di retroscena politico. Andiamo con ordine.

Alle 19.35 di mercoledì compare un post sulla pagina Facebook del sindaco Ceffa dal titolo “L’informazione e la disinformazione”. All’interno si afferma che non è vero che il comune non ha previsto esenzioni per i bambini ucraini nel pagamento della mensa scolastica. Si spiega che, in occasione della riunione sull’emergenza profughi tenuta martedì scorso, “il Coordinamento del Volontariato ha espressamente detto di volersi occupare del pagamento delle mense”, e che il comune, ringraziando per la generosità, aveva manifestato disponibilità a interventi mirati su singoli casi con il supporto dei servizi sociali.

Sarebbe stato il volontariato, quindi, a offrirsi di pagare la mensa sgravando il comune dal compito. Una ricostruzione che però trova la secca smentita da parte del coordinamento, il quale fa sapere che non si era offerto di pagare, bensì aveva dato disponibilità per cercare fondi tramite donazioni dopo aver visto che, passato un mese dall’arrivo dei primi profughi, ancora non era stato adottato nessun provvedimento dal comune in merito alla questione mense.

Alle 8.29 di giovedì mattina il sindaco è intervenuto con un secondo post in cui attacca duramente la stampa che aveva riferito dell’assenza di azioni, da parte del comune, per il pagamento della mensa per i bambini ucraini. “Nessuno ha mai chiesto al volontariato di pagare al posto del comune”, dichiara Ceffa, che poi aggiunge un annuncio dirimente per l’intera vicenda: nella riunione di giunta odierna è prevista la discussione della delibera contenente le esenzioni e le riduzioni per i profughi.

Tanto rumore per nulla, quindi? Dal volontariato attendono di leggere quale sarà il testo finale del documento approvato, ma intanto tengono a precisare che, se avessero saputo dall’inizio che il comune era intenzionato ad approvare le esenzioni, la polemica non sarebbe mai esistita. Nell’ultima riunione, invece, di questo provvedimento non si era parlato. Lo stesso sindaco, d’altronde, non lo aveva citato nemmeno nel suo intervento delle 19.35 di mercoledì sera, inserendolo solo all’indomani mattina.

Secondo voci non confermate, il punto sulle possibili esenzioni ai bambini ucraini avrebbe fatto una prima comparsa nell’ordine del giorno della giunta già a inizio settimana. Poi sarebbe stato tolto e quindi reintrodotto. Non è un mistero su come, in maggioranza, ci siano state opinioni diverse sul tema fin da quando, un mese fa, si era posto il problema.