Irresponsabili. Il gioco di parole non mitiga la durezza del termine con il quale i sindacati definiscono i quattro grandi comuni del Clir (Mortara, Mede, Sannazzaro e Dorno), che hanno deciso di non pagare le fatture contenenti la maggiorazione necessaria per salvare i conti dell’azienda. Fp Cgil e Fit-Cisl giocano fra il termine “responsabili”, che gli stessi quattro comuni (insieme ad altri) si erano attribuiti quando si trattava di sostenere il piano di risanamento, e “irresponsabili”.
Questo gioco di parole è il titolo della manifestazione indetta per la mattinata di sabato sotto i municipi di Mortara e di Mede, nella quale insieme ai sindacati scenderanno in piazza i dipendenti dell’azienda pubblica lomellina di raccolta rifiuti. “Chiediamo rispetto per i lavoratori e per le loro famiglie che da giugno rischiano di restare senza stipendio e senza lavoro”, scrivono i sindacati.
Nel volantino che annuncia la manifestazione, Cgil e Cisl scrivono due date con accanto due prese di posizione che considerano contradditorie dai parte dei sindaci che stanno contestando. “Aprile 2021: i sindaci di Mede, Mortara, Dorno e Sannazzaro si fanno promotori del salvataggio del Clir e sostengono l’approvazione del piano di risanamento che prevede al primo punto l’impegno a pagare le fatture a conguaglio dell’anno 2020. Maggio 2021: il Clir invia le fatture e i comuni soci le respingono senza rispettare gli impegni previsti dallo stesso piano che hanno votato, e così torna l’incubo liquidazione”.
L’ipotesi di messa in liquidazione della società, lo ricordiamo, sarà votata dall’assemblea dei comuni soci il 9 giugno. Il percorso di avvicinamento a quella data si fa sempre più infuocato.







