«L’obiettivo è rientrare sotto i limiti stabiliti dall’Unione Europea entro il 2025». Così l’assessore regionale all’ambiente Raffaele Cattaneo ha commentato i dati diffusi da Arpa Lombardia sulla qualità dell’aria 2019. «Per il PM10, il 2019 risulta essere l’anno migliore di sempre – prosegue Cattaneo – o comunque uno degli anni migliori dall’inizio delle misure adottate dalla Lombardia e dalle Regioni del Bacino Padano». Anche il numero di giorni di superamento del valore limite giornaliero, benché in buona parte della regione ancora sopra al limite dei 35 giorni, ha confermato un trend in diminuzione. Dati positivi un po’ per tutte le province, insomma, tranne che per Pavia, che rimane tra le più inquinate. Nel 2019 sono stati 65 i giorni in cui si è superato il limite di 50 microgrammi di PM10, secondo posto in Lombardia dietro solo a Milano e davanti a Cremona e Mantova. Situazione migliore invece per quanto riguarda gli altri inquinanti, il PM2.5 e il biossido di azoto, per i quali i dati in generale sono meno elevati che nel 2017 e, in buona parte delle stazioni, inferiori anche a quelli del 2018. «I provvedimenti presi – conclude Cattaneo – consentono di migliorare progressivamente la qualità dell’aria senza penalizzare eccessivamente le persone. Inoltre, il 42% dei consumi di energia e delle emissioni in Lombardia deriva dal riscaldamento degli edifici civili. Pertanto, nel breve periodo, la politica più efficace per il contrasto alle emissioni inquinanti e climalteranti è l’efficientamento energetico».

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