I sindacati denunciano il mancato rispetto degli accordi di pagamento da parte dell’azienda Moreschi di Vigevano.
La proprietà a febbraio aveva avviato la procedura di licenziamento per 59 dipendenti. L’accordo con le organizzazioni sindacali non era arrivato subito. Ci sono voluti tre mesi prima che la vertenza Moreschi venisse chiusa.
Gli accordi stabiliti durante l’ultimo incontro in Regione, avvenuto il 2 maggio, erano i seguenti: l’azienda avrebbe dovuto saldare tutte le mensilità arretrate entro il 31 maggio, mentre il Tfr (trattamento di fine rapporto), i fondi integrativi, le indennità di mancato preavviso e le altre spettanze avrebbe dovuto pagarle in due tranche. La prima è prevista per il 30 giugno, mentre la seconda per il 14 luglio.
Nel documento era stata anche inserita una clausola di salvaguardia in cui si scriveva che se l’azienda non avesse rispettato anche solo un termine avrebbe dovuto procedere con il pagamento immediato dell’intero importo dovuto.
Al momento la proprietà della Moreschi non avrebbe rispettato il termine stabilito per il 31 maggio. I sindacalisti della Filctem Cgil di Pavia hanno quindi dato mandato al proprio legale di contestare l’inadempimento degli obblighi assunti dall’azienda.
“Contestiamo il continuo rinvio da parte della Moreschi Spa delle conciliazioni in sede sindacale previste dall’accordo e il conseguente mancato pagamento delle retribuzioni maturate fino ad aprile 2024 alle scadenze previste – scrivono i sindacalisti in un comunicato – Il mancato adempimento degli obblighi assunti dall’azienda pregiudica i diritti individuali dei lavoratori coinvolti nella procedura di mobilità, nonché le prerogative delle parti sindacali firmatarie dell’accordo».
Il sindacato si appella quindi alla clausola di salvaguardia sottolineando che se la proprietà non invierà presto un riscontro si agirà in giudizio.

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