Vigevano: il Polo Laico chiede chiarimenti sui lavori al Negrone

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Il Polo laico chiede chiarimenti sulla decisione dell’amministrazione comunale di chiedere fondi per la sistemazione dell’Istituto Negrone, che appartiene ai privati, per la realizzazione di un progetto destinato ai Neet. Si tratta di tutti quei ragazzi che non lavorano e che non studiano. L’amministrazione comunale ha deciso di dare il via al progetto Neet Hub per creare un centro multifunzionale con sede nell’ex Istituto Negrone, con il quale è stato finalizzato un accordo di partenariato dopo che un primo inserimento diretto nel progetto Vigevano Inc era stato fra le cause dell’iniziale esclusione di quest’ultimo dai finanziamento regionale.

L’Amministrazione ha ufficialmente dato il via all’azione Neet Hub ovvero la creazione di un centro multifunzionale con sede presso l’edificio sito in Corso Milano 4 di proprietà del Pio Istituto Negrone con il quale ente è stato finalizzato un accordo di partenariato dopo che un primo inserimento diretto nel progetto Vigevano inc. era stato fra le cause dell’iniziale esclusione di quest’ultimo dai finanziamenti regionali. Gli interventi compresi nel progetto Neet Hub, comprendono azioni inerenti al sostegno e all’accompagnamento educativo, formativo e lavorativo di minori e giovani adulti. Al fine di svolgere le attività sopra elencate, sono state previste azioni di adattamento della struttura privata denominata Pio Istituto Negrone per la realizzazione delle attività previste, secondo quanto finanziato e autorizzato da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia con un vincolo non esclusivo ventennale di destinazione. Secondo la giunta il vincolo di destinazione d’uso pubblico per almeno 20 anni garantisce che la struttura sarà effettivamente utilizzata a beneficio della collettività, con un rapporto costi-benefici favorevole per l’amministrazione comunale e per i cittadini”.

Il polo laico in un’interpellanza chiede se sia mai stato preso in considerazione l’utilizzo e il recupero strutturale di un contenitore pubblico fra quelli, numerosi, attualmente in condizioni di degrado al Sindaco e alla Giunta 1. Se sia mai stato preso in considerazione, al tempo della redazione del progetto, l’utilizzo (e dunque il recupero strutturale) di un contenitore pubblico fra quelli, numerosi, attualmente in condizioni di degrado e/o inutilizzati. Se no, perché. 2. Sulla base di quali considerazioni si è arrivati a stabilire come ottimale proprio la struttura di Corso Milano.