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Terre d’Oltrepò, La Versa venduta a Mack&Schule: ‘Produrremo solo metodo classico da Pinot nero’

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Alla fine, sfumato l’accordo con la veneta Collis per il rilancio della coo perativa di agricoltori, l’ipotesi che circolava fin dalle prime ore del commissariamento di Terre d’Oltrepò, quella dello smembramento della cantina più grande della Lombardia, sembra prendere corpo.

Il brand La Versa e tutto lo storico (e vetusto) stabilimento produttivo di Santa Maria della Versa sono stati ceduti a Mack&Schule Italia. La stessa azienda, colosso della distribuzione vinicola, con cui Terre, alcuni anni fa, aveva stretto un accordo per la fornitura di oltre 10 milioni di bottiglie. Accordo poi non onorato da Terre e i cui strascichi legali, con un contenzioso milionario, hanno costituito la scintilla di un incendio che ha portato al dissesto la coop del vino.

La cifra di vendita non è stata resa nota. D’altra parte, la vecchia cooperativa, che un tempo contava oltre 600 soci (la cosiddetta Scapa) è stata dichiarata insolvente ed esiste solo sulla carta.

Le partite come questa si giocano su un altro tavolo, quello della Spa, la società per azioni che a cui l’amministrazione guidata dalla famiglia Callegari aveva trasferito tutti gli asset prima del disastro. L’operazione di vendita, definita dall’amministratore unico Giampaolo Cocconi (in sostanza un commissario statale), ha comunque formalmente ottenuto il via libera del socio di maggioranza, ovvero quel che resta della cooperativa, appunto, oggi rappresentata dall’altro commissario statale Luigi Zingone.

Abbiamo raggiunto al telefono l’amministratore unico di Mack&Schule Italia Fedele Angelillo. A Santa Maria, ha assicurato, si produrrà “solo Metodo Classico da Pinot Nero”. La vendemmia? “Quest’anno, forse, l’anno prossimo, sì”.