Disagio giovanile, al San Carlo apre la nuova neuropsichiatria

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Dai disturbi dell’apprendimento alle difficoltà psicologiche degli adolescenti, fino alle emergenze psichiatriche. Al San Carlo di Milano apre una nuova casa per la neuropsichiatria infantile. Un unico luogo dove bambini, ragazzi e famiglie possono trovare assistenza e continuità di cura, in una fase in cui il disagio giovanile rappresenta una sfida sempre più importante per la sanità.
La nuova sede, inaugurata dall’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, si trova in una palazzina esterna all’ospedale, con un ingresso autonomo e spazi pensati per le esigenze dei più piccoli e delle loro famiglie.
Una novità importante anche dal punto di vista organizzativo: qui confluiscono i servizi prima distribuiti tra via Remo La Valle e via Val d’Intelvi. Un solo punto di riferimento, dunque, per i pazienti da zero a diciotto anni dei Municipi 6 e 7 di Milano.
Si va dai disturbi del neurosviluppo e dell’apprendimento alle problematiche psicologiche e psichiatriche più complesse, fino alle situazioni di disabilità. La struttura si occupa anche della gestione ambulatoriale delle urgenze psichiatriche, in collegamento con il Pronto Soccorso.
Ma la presa in carico non si ferma alla visita specialistica. Attorno ai ragazzi viene costruita una rete che coinvolge famiglie, scuole, servizi sociali e realtà del Terzo settore. Perché il percorso di cura passa anche dalla quotidianità, dai banchi di scuola e dalle relazioni.
Ed è proprio sul disagio giovanile che Regione Lombardia intende rafforzare la propria risposta, come sottolineato da Bertolaso durante l’inaugurazione.
Ma il San Carlo cambia volto anche fuori dagli ambulatori. La visita è stata l’occasione per presentare la prima fase del restyling dell’atrio, con spazi rinnovati e percorsi più semplici per chi entra in ospedale.
Nella nuova area di accettazione arrivano i totem digitali, attraverso i quali i cittadini possono completare autonomamente le procedure prima di visite ed esami. Gli sportelli CUP restano invece dedicati alle prenotazioni.
E se all’ingresso cambia l’accoglienza, dietro le quinte cambia anche il modo di lavorare.
Tra le novità c’è infatti il CoreLab, il nuovo laboratorio di analisi ad altissima automazione, operativo dalla fine di giugno. Una struttura che gestisce circa 2 milioni e 400 mila prestazioni all’anno, tra esami del sangue e altre analisi diagnostiche.
Qui entrano in gioco anche le tecnologie di intelligenza artificiale, che permettono di seguire e tracciare l’intero percorso dei campioni, migliorando sicurezza e rapidità. Per gli esami urgenti, i risultati sono disponibili in meno di sessanta minuti.
Dall’accoglienza alla diagnostica, fino all’assistenza dei più giovani: tre interventi che raccontano il percorso di rinnovamento dell’ospedale milanese.

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