Cinque lombardi ambasciatori di talento e memoria nel mondo

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Dallo spazio alla Silicon Valley, passando per le cucine internazionali, la ricerca medica e la memoria dell’emigrazione. Cinque storie diverse, cinque lombardi che hanno costruito parte del proprio percorso oltre i confini regionali e italiani, mantenendo però un legame con la terra d’origine.
Sono i vincitori della seconda edizione del premio “Voce lombarda nel mondo”, consegnato a Palazzo Pirelli dalla Regione Lombardia.
Tra loro Amalia Ercoli Finzi, scienziata di Gallarate e tra i nomi più importanti dell’aerospazio italiano a livello internazionale. Una carriera che ha aperto la strada anche a molte donne nel mondo scientifico.
Dalla provincia di Sondrio arriva invece Fabrizio Capobianco. Imprenditore, ha trascorso ventitré anni nella Silicon Valley e oggi prova a creare un ponte in entrambe le direzioni: portare quell’esperienza in Valtellina, dove sta lavorando a una “fabbrica di startup”, e allo stesso tempo far conoscere la Valtellina negli Stati Uniti.
C’è poi Enrico Derflingher, chef lecchese che ha fatto della cucina e dei prodotti lombardi un biglietto da visita nel mondo.
Sul fronte della ricerca il riconoscimento va a Camillo Ricordi, cresciuto a Milano e diventato uno dei maggiori esperti internazionali nello studio del diabete e nel trapianto delle isole pancreatiche. Il suo lavoro punta oggi anche a rafforzare lo scambio di tecnologie e conoscenze tra Lombardia, Stati Uniti e Asia.
La quinta storia guarda invece al passato, ma per impedire che venga dimenticato. È quella di Lino Rota, originario della Valle Imagna, nel Bergamasco, memoria storica della tragedia di Marcinelle e da anni impegnato a raccontare l’emigrazione lombarda e italiana.
Cinque percorsi che raccontano anche quanto siano cambiate le storie dei lombardi all’estero: dall’emigrazione del lavoro e delle miniere del Novecento alla mobilità contemporanea di ricercatori, scienziati e imprenditori.
Ed è proprio su questo legame che punta il premio, inserito nella legge regionale del 2024 dedicata ai lombardi nel mondo: mantenere una rete con chi vive e lavora all’estero, valorizzarne competenze ed esperienze e, dove possibile, favorirne anche il ritorno in Lombardia.

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