Il divario di genere in Italia: Milano è un caso virtuoso

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L’Europa è il continente con più occupazione femminile con sette donne su dieci che lavorano, e sta colmando sempre di più il divario di genere, il cosiddetto gender gap. Lo rivela uno studio condotto dal World Economic Forum, una fondazione dove i principali esponenti politici ed economici a livello europeo si incontrano ogni anno per discutere delle questioni più urgenti che il mondo si trova ad affrontare.

Il raggiungimento della parità di genere è senza dubbio un tema fondamentale, anche perché nel mondo del lavoro può avere un impatto positivo sul Pil. Secondo il Fondo monetario internazionale, che ha sede a Washington e promuove la stabilità economica globale, la riduzione delle disuguaglianze può portare a una crescita del Prodotto interno lordo nelle economie emergenti e in via di sviluppo di quasi l’8%. Eliminare definitivamente il divario porterebbe invece a un aumento potenziale pari in media al 23%.

Il dato Europeo però stride fortemente con quello italiano. Secondo lo stesso studio del World Economic Forum, a livello globale, il nostro Paese occupa una posizione molto bassa in termini di riduzione del divario di genere.

L’Italia risulta nel 2025 infatti 85ma. È un lieve miglioramento rispetto al 2024, quando era 87ma, ma c’è da chiedersi se sia dovuto a un effettivo passo avanti dello stivale nella riduzione del cosiddetto gender gap oppure al peggioramento della situazione di altre nazioni.

Debora Mendola – Dirigente d’azienda (dati)

Antonio Tubiolo – Presidente Assosvezia (dati)

In Italia solo 1 donna su 2 lavora, mentre degli uomini quasi 3 su 4. Tra i fattori che incidono sulla bassa occupazione femminile c’è ancora la responsabilità familiare, che vuole quindi la donna come figura materna che deve stare a casa ad accudire i figli o che rischia di diminuire la produttività perché può entrare in maternità e quindi è impossibilita a lavorare.

I dati lo confermano: 2 donne che vivono da sole su 3 sono occupate, mentre delle madri single o in coppia si scende a poco più di una su 2. E la controparte maschile dice di essere molto meno coinvolta nei lavori di cura.

Sulla base di questo contesto, si è tenuto un evento a Milano per trattare il tema del divario di genere nel lavoro, con particolare riguardo alle figure apicali. Un dialogo che ha visto la partecipazione della Svezia, caso virtuoso di Paese con uno dei tassi di occupazione femminile più alta, grazie anche a politiche di sostegno alla famiglia come il congedo parentale condiviso e la parità di genere tutelata dalla legge. Hanno parlato diverse donne manager, che hanno lasciato trasparire un certo ottimismo per l’Italia.

Giovanna Spadoni – Dirigente d’azienda (cambio passo)

Antonio Tubiolo – Presidente Assosvezia (cambio passo + Svezia)

La città in cui l’evento si è tenuto, Milano, vede quasi 3 donne su 4 a lavorare, contro l’1 su 2 nazionale. Le donne manager sono quindi concordi nel vedere la città come un baluardo per il cambio di passo.

Debora Mendola – Dirigente d’azienda (Milano)

Giovanna Spadoni – Dirigente d’azienda (Milano)

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