Milano, il primo pronto soccorso infettivologico

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Un momento destinato a entrare nella storia della sanità italiana: è stato ufficialmente inaugurato presso l’Ospedale Luigi Sacco di Milano il nuovo Pronto Soccorso Infettivologico, una struttura all’avanguardia concepita per affrontare le sfide presenti e future delle malattie infettive. Si tratta del primo presidio ospedaliero in Italia interamente dedicato alle emergenze infettivologiche, un modello di alta specializzazione che nasce dall’esperienza drammatica e formativa della pandemia da Covid-19.

Alla cerimonia del taglio del nastro hanno partecipato personalità di primo piano del panorama sanitario e istituzionale: il ministro della Salute Orazio Schillaci, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, l’assessore al Welfare Guido Bertolaso e Maria Grazia Colombo, direttore generale dell’ASST Fatebenefratelli Sacco. Tutti hanno sottolineato l’importanza di questa struttura non solo per Milano, ma per l’intero Paese.

Il ministro Schillaci ha dichiarato che con questa inaugurazione l’Italia si dota di un presidio sanitario capace di rispondere in modo tempestivo e strutturato a qualunque bioemergenza, e che il Sacco diventa il fulcro nazionale per il contenimento e la cura delle malattie infettive.

Una risposta concreta alle fragilità emerse con la pandemia.

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Il progetto nasce da una riflessione profonda sulle criticità emerse durante l’emergenza Covid-19, soprattutto in termini di tempestività, sicurezza e capacità di isolamento.

Oggi, questo nuovo presidio rappresenta un vero hub infettivologico d’eccellenza, capace di adattarsi dinamicamente alle esigenze sanitarie e pronto ad affrontare future minacce epidemiche, pandemiche e bioemergenze, in un contesto sanitario in costante trasformazione.

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Il nuovo Pronto Soccorso sorge su una superficie complessiva di 1.500 metri quadrati, di cui 300 ristrutturati nell’edificio esistente. L’intervento edilizio ha previsto una riorganizzazione funzionale e strutturale degli spazi, mirata a creare percorsi separati e sicuri per pazienti e operatori, nel rispetto dei più alti standard di sicurezza biologica.

Particolare attenzione è stata rivolta all’installazione di sistemi di biocontenimento di livello 2 e 4, fondamentali per la gestione di patogeni ad alta contagiosità, come Ebola, SARS, MERS, ma anche ceppi influenzali mutati o altri agenti patogeni emergenti.

Tra gli elementi distintivi del nuovo pronto soccorso infettivologico si trovano: camere calde dedicate, che permettono l’accesso in sicurezza dei mezzi di soccorso; percorsi separati per pazienti e operatori sanitari, per ridurre al minimo i rischi di contaminazione crociata; locali di decontaminazione e bonifica, essenziali per contenere potenziali esposizioni; aree di osservazione e isolamento, dove il paziente può essere valutato e trattato senza compromettere la sicurezza dell’intera struttura; impianti di ventilazione con 12 ricambi d’aria all’ora e filtri HEPA ad alta efficienza, a garanzia della sterilità ambientale; box singoli, ognuno attrezzato per ospitare in isolamento pazienti con patologie altamente contagiose, alcuni dei quali interconnessi tra loro tramite porte a tenuta, per una maggiore versatilità in situazioni di emergenza complessa.

Uno degli elementi di punta è la presenza di una unità di Osservazione Breve Intensiva (O.B.I.), dotata di sei posti letto e collegata direttamente ai box di isolamento. Questo consente una gestione rapida e intensiva dei casi sospetti o confermati, limitando i tempi di diagnosi e trattamento e aumentando l’efficacia del contenimento.

Il nuovo pronto soccorso è collegato funzionalmente e logisticamente al Pronto Soccorso generale dell’Ospedale Sacco, garantendo un’integrazione efficace nella rete di emergenza-urgenza della Regione Lombardia e offrendo capacità operative rafforzate in caso di picchi epidemici o maxi-emergenze.

Con questa inaugurazione, Milano si conferma capitale della medicina infettivologica italiana, consolidando il ruolo storico dell’Ospedale Sacco, già in prima linea nelle principali emergenze sanitarie degli ultimi decenni, dal SARS al Covid-19.

L’apertura del nuovo Pronto Soccorso infettivologico rappresenta dunque una pietra miliare nella medicina d’urgenza, simbolo di una sanità che impara, evolve e si rafforza. Un investimento concreto sulla salute pubblica, che non guarda solo al presente ma soprattutto al domani.

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