Con l’arrivo di settembre, di fatto, si apre il periodo del rush finale di Giuseppe Sala al timone di Milano. La corsa alle prossime comunali del 2027 è già ampiamente iniziata, ma al momento si pensa più al nome che ai vari temi che caratterizzano la città.
Nelle sue due legislature, Sala è passato da un consenso amplissimo a diversi mal di pancia anche all’interno della stessa maggioranza, soprattutto per quanto riguarda i temi ecologici e la sua posizione sul conflitto in Medio Oriente. Ma diverse critiche sono arrivate anche per la gestione della sicurezza e l’adozione di una mobilità sempre più dolce, che punta a escludere le auto a favore di bicilette e mezzi sostenibili.
Alle tematiche ecologiche si lega la cura del verde e la cosiddetta cementificazione, scoppiata soprattutto a partire dalla maxi inchiesta sull’urbanistica milanese che da oltre due anni ha bloccato diversi cantieri. Tutte tematiche che i cittadini hanno ben presenti e per le quali il nome di Sala ha lasciato non poca amarezza.
Ma il sindaco attuale ha ancora un anno davanti a sé, dove difficilmente potrà intervenire insieme all’amministrazione in prima persona. Come già più volte ribadito, il suo intento ora è fornire delle linee di direzione per la prossima giunta. E se tra i cittadini c’è chi insiste sulla cura del verde, non manca chi è totalmente disilluso.







