Martedì 25 agosto sarà il turno di Denni Dileo e Rosario Piscopo davanti al Tribunale del Riesame di Milano. I due agenti della Polizia locale, detenuti a San Vittore, chiederanno di lasciare il carcere nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta “squadretta”: cinque vigili sospesi dal servizio, accusati di peculato, falso ideologico e arresto illegale per un’operazione antidroga avvenuta a Corsico.
Tutto parte il 26 luglio. Secondo la Procura, un pusher sarebbe stato attirato attraverso una confidente per la vendita di mezzo chilo di hashish. Dopo lo scambio viene fermato, ma per gli inquirenti quell’intervento sarebbe stato irregolare perché avvenuto fuori Milano. E soprattutto mancherebbero all’appello 1.450 euro, mai sequestrati né indicati nei verbali e che l’accusa ritiene siano stati intascati.
Nel frattempo, però, per due degli indagati è arrivata una prima svolta. Vincenzo Compagnone e Mattia Rignanese hanno lasciato San Vittore dopo due settimane e sono passati ai domiciliari, concessi dal Riesame dopo la richiesta presentata dai loro legali.
La battaglia si concentra proprio sul denaro. Secondo la ricostruzione difensiva, alla confidente erano stati affidati 1.500 euro per comprare la droga: 1.450 consegnati allo spacciatore e 50 ricevuti come resto. Al termine dell’intervento, però, l’intera cifra le sarebbe stata riconsegnata e successivamente restituita a chi l’aveva messa a disposizione. Una versione che, sostengono gli avvocati, troverebbe riscontro anche in alcuni vocali WhatsApp.
Con la commissaria Ilenja Sabato già ai domiciliari, sono quindi tre i vigili fuori dal carcere. Martedì si capirà se anche per Dileo e Piscopo arriverà lo stesso alleggerimento della misura.







