Sorrisi e una stretta di mano al Meeting di Rimini. Matteo Salvini e Attilio Fontana si mostrano insieme davanti alle telecamere dopo giorni di tensioni all’interno della Lega. Un incontro tutt’altro che casuale: da Ferragosto il presidente della Lombardia chiede infatti una gestione più collegiale del partito e un maggiore coinvolgimento dei governatori del Nord. Il segretario del Carroccio, però, prova a spegnere le polemiche. Si dice tranquillo, assicura di non essere preoccupato dalle divisioni interne e guarda già alle prossime elezioni politiche, con l’obiettivo di superare il dieci per cento e confermarsi determinante nella coalizione di centrodestra.
Ed è proprio sul futuro della coalizione che arriva l’affondo contro Roberto Vannacci. Il rapporto tra i due si è rotto lo scorso febbraio, quando l’ex generale ha abbandonato il Carroccio, di cui era diventato vicesegretario, per fondare Futuro Nazionale. Una separazione diventata poi competizione politica, con il nuovo partito pronto a presentare propri candidati anche contro il centrodestra.
«Se ti candidi contro, poi non puoi chiedere di entrare», avverte il vicepremier. Ma a Rimini la spaccatura netta emerge anche sui temi. Vannacci sostiene che l’aborto non sia un diritto e propone una stretta sull’interruzione di gravidanza. Salvini, pur definendosi a favore della vita, mette un confine: «Vorrei andare avanti, non tornare indietro». Bocciata anche l’idea dell’educazione alla difesa per i più giovani: sui figli, replica, decidono mamma e papà, non un generale.
Da questo incontro arriva così l’immagine di un Salvini che cerca di ricucire con il Nord del suo partito e, allo stesso tempo, marca il confine con l’ex alleato diventato concorrente.







