L’allarme

Milano, l’allarme della Cisl sul Niguarda: ”Alcuni reparti resteranno chiusi, mancano infermieri”

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All’Ospedale Niguarda di Milano la consueta riduzione dei riparti di degenza nel periodo estivo, quest’anno, proseguirà anche a settembre. È l’allarme lanciato dalla segreteria della Cisl meneghina che si occupa del settore. Il problema, che poi è esteso a tutta la sanità pubblica, è la carenza del personale infermieristico, che poterà qualche reparto a unirsi ad altri.

Il segretario Cisl Fp Milano Metropoli all’Asst Grande ospedale metropolitano Niguarda Giuseppe Rinaldi ha dichiarato di aver depositato un’interrogazione per capire l’entità precisa delle chiusure. Si tratta, sottolinea, di uno scenario d’eccezione mai visto nemmeno in tempo di Covid. Rinaldi ha ribadito come il sindacato di cui fa parte è dal 2022 che denuncia la diversa velocità di assunzione dei medici da una parte e degli infermieri dall’altra. Il Niguarda, infatti, ha indetto diversi bandi per il personale sanitario ma la burocrazia è stata sempre troppo lenta. E ad oggi, il bacino a cui attingere organico si è ridotto.

La carenza di personale sanitario sul mercato è data primariamente dalla scarsa attrattività per l’ambito infermieristico. A Milano, spiega Rinaldi, addirittura l’80% dei posti messi a bando restano vuoti. I motivi? Stipendi troppo bassi a fronte dalla reperibilità richiesta,lla mancanza di ricambio generazionale.

Se i professionisti della salute scarseggiano, la direzione sanitaria dell’ospedale ha però assunto 150 dirigenti medici in più rispetto al biennio precedente. Un dato che fa porre non pochi interrogativi alla Cisl riguardo alle mansioni effettive da essi svolte.

Il Niguarda è considerato il fiore all’occhiello della sanità pubblica italiana e occupa spesso posti di rilievo nelle classifiche. Le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 l’hanno anche consacrato come esempio mondiale. Eppure, denuncia la Cisl, con il finire del Covid è venuta a mancare una visione d’insieme.