L’agrivoltaico a Cergnago non s’ha da fare, così com’è. È quanto ha stabilito la Provincia di Pavia, l’ente competente sulle autorizzazioni, che ha archiviato il progetto per l’impianto agrivoltaico tra Cergnago e Olevano, poco distante da Mortara, dove nei mesi scorsi era stato presentato un altro progetto per un impianto vicino al polo logistico. Nello specifico, a Cergnago, si parlava di 20mila pannelli fotovoltaici, sviluppati su una superficie complessiva di 64mila e 190 metri quadrati, al confine con Olevano. Quasi nove campi da calcio che sarebbero stati realizzati, ampliando la stazione elettrica che si trova di fianco alla Biolevano, la centrale a biomassa di Olevano.
Esulta l’associazione ambientalista “Futuro sostenibile in Lomellina” che aveva già presentato le proprie osservazioni critiche al progetto, in attesa della successiva conferenza dei servizi che a questo punto non si terrà. “La nostra analisi dimostrava già che si trattava di un “finto” agrivoltaico”, fa sapere l’associazione in una nota. In particolare, secondo quanto comunicato dalla Provincia nella sua istanza di archiviazione, non sarebbero stati indicati i dati completi dei proprietari delle aree interessate dal progetto, né i riferimenti catastali di alcuni corsi d’acqua, ai fini degli espropri dei terreni.
Da qui il diniego della Provincia di Pavia che nei prossimi giorni sarà chiamata ad esprimersi in conferenza di servizi anche sulla proposta di un impianto agrifotovoltaico a Gambolò. Il Comune guidato dal sindaco Antonio Costantino ha mandato in Provincia una relazione, in cui chiede alla Provincia di quantificare in che percentuale di concentrazione sono le sostanze organiche nei terreni interessati dall’opera. Inoltre si chiedono verifiche annuali per reintegrare il terreno delle sostanze che verrebbero depauperate.
Anche sull’agrifotovoltaico a Gambolò l’associazione “Futuro sostenibile in Lomellina” aveva manifestato perplessità, in particolare per quanto riguarda l’inquinamento luminoso, la salvaguardia delle fasce di rispetto e la capienza effettiva dell’impianto. In tutto si tratta di poco più di 7mila pannelli che sorgerebbero in via Industria, lungo la provinciale 183, all’ingresso della zona industriale, su una superficie in gran parte destinata a impianti produttivi e in minima parte su terreni agricoli. Aspetti su cui però gli ambientalisti vogliono fare chiarezza.







